lunedì 8 agosto 2011

Il Tribunale del riesame di Napoli ha riconosciuto la contestazione del reato di associazione a delinquere per i principali indagati dell'inchiesta P4:
Luigi Bisignani, Alfonso Papa ed Enrico La Monica. Lo riferiscono fonti giudiziarie precisando che il Tribunale ha riconosciuto a vario titolo anche la contestazione dei reati di concussione e ricettazione.

Il collegio di giudici ha depositato lunedì 8 agosto la decisione e contestualmente anche le motivazioni del dispositivo di venerdì scorso, con cui ha sostanzialmente riconosciuto l'impianto accusatorio dei pm e confermato il carcere per il deputato del Pdl Alfonso Papa.

La nuova ordinanza non è immediatamente esecutiva perché può essere soggetta a ricorso in Cassazione. Per Papa sarà necessaria una nuova autorizzazione della Camera.

In un passaggio dell'ordinanza il Riesame, riferendosi ai tre indagati, sostiene che "il continuo scambio di informazioni era indice di un impegno reciproco a commettere reati".

La decisione, spiegano le fonti, conferma l'inutilizzabilità delle intercettazioni di Papa, ma il resto degli atti passa al collegio del Riesame per dimostrare l'associazione a delinquere.

"Accogliamo con soddisfazione anche questa decisione del Tribunale del riesame, vuol dire che i colleghi Greco, Curcio e Woodcock hanno lavorato bene", ha commentato il procuratore capo di Napoli Giandomenico Lepore. "Il Tribunale ha confermato in pieno - salvo piccole contestazioni - il nostro impianto accusatorio".

Bisignani è ai domiciliari, mentre il carabiniere La Monica risulta latitante.

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